Guerre Mondiali

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Adriano Arduini, marinaio

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Adriano Arduini nasce a Pesaro il 19/02/1919.
Il padre, Lazzaro Arduini, è un operaio della Montecatini e fondatore della cooperativa comunista di Pantano, mentre la madre, Maria Tamburini è casalinga. Ha due fratelli: Bruno e Sofitta. Il padre è un convinto comunista e trasmette quest'ideologia anche ad Adriano, che nonostante abbia frequentato le scuole fasciste, non tradisce mai il proprio pensiero.
Muore il 03/06/2002, all'età di 83 anni, a seguito di un grave incidente stradale.

Qui di seguito sono riportate le sue memorie raccontate in esclusiva a Massimiliano Bucchi nel 2000:

Io ho un ricordo molto negativo della guerra, poiché ho assistito ad episodi di distruzione e di morte ingiustificati.
Secondo me la Seconda Guerra Mondiale è scoppiata per la mania di conquista e di grandezza di Adolf Hitler e di Benito Mussolini, motivati anche da odi razziali verso il popolo ebreo.
Non era giusto combattere quella guerra e credo anche che poteva essere evitata se la comunità mondiale avesse preso provvedimenti in tempo, cioè quando il partito nazional-socialista tedesco, con a capo Hitler nel 1933 ha preso il potere in Germania esprimendo idee di espansionismo, militarismo e di odio razziale verso gli Ebrei e anche non aspettando a dichiarare guerra alla Germania, in seguito all'invasione della Polonia da parte di Hitler nel 1939, motivata da pretestuose mire su Danzica e parte della Polonia.
Inizialmente il conflitto sembrava circoscritto dall'opposizione Italia-Germania e Francia-Inghilterra. In seguito i paesi coinvolti furono molti di più: Grecia, Finlandia, Paesi Bassi, Albania, Russia, Giappone, Stati Uniti, Ungheria, Bulgaria, Jugoslavia, Filippine, Sudan, Etiopia, Somalia, Eritrea, Romania, Tunisia, Cina... Gli unici stati europei rimasti neutrali furono la Spagna, il Portogallo, la Svizzera e la Turchia.
Nel 1939 dovevo svolgere il servizio di leva, quindi sono stato arruolato poco prima dell'inizio del conflitto.
Tutte le persone di mia conoscenza non erano d'accordo sulla guerra e non ritenevano giusto combattere, ma che io sappia, nessuno è riuscito ad evitare il fronte.
Sono stato arruolato in marina e imbarcato, il 10/06/1940, sull'incrociatore "Bartolomeo Colleoni" che aveva il compito di proteggere le navi che rifornivano le colonie italiane in Africa. All'interno della nave Medaglia Arduini Adrianoavevo il compito di "cannoniere", quindi addetto agli armamenti. Nei periodi di navigazione la mia vita era divisa tra turni di riposo, di lavoro e di esercitazione. Il cibo era scarso e di cattiva qualità.
La nave era ben equipaggiata con cannoni, mortai, siluri e mitragliatrici e anche noi militari non potevamo lamentarci per l'equipaggiamento personale.
Essendo un militare di leva, inizialmente ero un marinaio semplice, poi fui promosso a marinaio scelto.
All'interno della nave c'era un buon rapporto tra noi marinai e i nostri superiori, che si impegnavano sia nelle esercitazioni, che nei combattimenti con il nostro stesso zelo.
Prima dello scoppio della guerra, la corrispondenza con i nostri famigliari era difficile, ma in seguito non ci pervenivano notizie di nessun tipo.
Non ho assistito a nessun episodio di eroismo, mentre ci sono stati tanti episodi di solidarietà e umanità nei confronti di feriti e prigionieri, anche da parte dei nemici.
Nel 19/07/1940, durante lo scontro di Capa Spada,  la Colleoni venne affondata dai cacciatorpedinieri britannici.
Le navi inglesi si sono avvicinate ai resti del nostro incrociatore. Sul mare galleggiava l'equipaggio attaccato ai detriti della nave, intanto il gasolio, perso dalla cisterna della nave, ci corrodeva la pelle.
L'aviazione italiana, che non riusciva a capire cosa volessero fare, purtroppo li mise in fuga.
Io fortunatamente mi sono salvato aggrappandomi a una delle corde che avevano calato, restando però un loro prigioniero.
Mi hanno trattato con rispetto ed umanità, quindi condotto in un campo di prigionia, accogliente e ben organizzato, in India (Colonia Inglese), dove sono stato trattenuto fino alla fine della guerra.
Da quel momento ho sempre provato una grande stima per loro, perché nonostante fossi un nemico mi hanno trattato con dignità.
Al momento del mio ritorno in patria ho trovato l'Italia in condizioni disastrose, i collegamenti ferroviari erano in maggioranza distrutti, regnavano confusione e disorganizzazione. Pesaro, a prima vista, era irriconoscibile, io stesso non riuscivo ad orientarmi per tornare a casa.
Secondo me la guerra non ha portato assolutamente miglioramenti, ma solo distruzione, miseria e morte che non bisognerà mai dimenticare, affinché non ci siano più guerre nel mondo.

Ultimo aggiornamento Lunedì 10 Agosto 2009 14:24  

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Frase celebre

"Non ho idea di quali armi serviranno per combattere la terza Guerra Mondiale, ma la quarta sarà combattuta coi bastoni e con le pietre"

Albert Einstein